Panini sfogliati turchi morbidissimi, quando una ricetta diventa manifesto
Ci sono pani che non sono solo pane. Sono gesti ripetuti, mani unte d’olio, strati che si sfiorano e si proteggono a vicenda.
I Turkish Katmer Pogaça, questi panini sfogliati turchi morbidissimi, li ho preparati per una festa di compleanno del mio piccolo tesoro, certa che sarebbero stati semplicemente perfetti: soffici, generosi, di quelli che restano buoni anche il giorno dopo. Li avevo già preparati e visto che il tempo, quando prepari tutto da sola, deve essere centellinato, le ricette furbe come questa ci vengono sempre in soccorso. Tra uno strato e l’altro occorre stendere l'olio senza paura, abbondare, perché è proprio quello il segreto della sua morbidezza e al contempo ogni velo di impasto deve sentirsi sostenuto, nutrito, rispettato.
Mentre li sfogliavo, pensavo a noi. A quanto anche noi siamo fatti così: a strati. Non siamo mai una cosa sola. Non siamo solo forza o solo fragilità. Non siamo “troppo sensibili” o “insensibili”, “giuste” o “sbagliate”, “remissive” o “esagerate”, “altruiste” o “egocentriche”. Siamo complesse. Stratificate. E va bene così. In questi giorni ho avuto modo di confrontarmi con delle amiche e parlavamo di dinamiche vecchie come è vecchio il mondo. Ho sempre sostenuto che le cose vadano chiamate con il proprio nome. Sono arcistufa di vedere che sia sempre più tutto un gira la frittata a come vien più comodo. L'argomento è stato potente quanto toccante, abbiamo parlato di gaslighting...
Il gaslighting che prospera nel dubbio e nella menzogna. Mentre qualcuno distorce la realtà poco alla volta, pian piano, a proprio uso e consumo si insinua quel pensiero sottile: “forse sono io a sbagliare”. Ma proprio come questi panini, anche noi abbiamo bisogno di mettere ordine tra gli strato e occorre farlo con cura, rispetto, consapevolezza. Ecco perchè ascoltare noi stessi è fondamentale. Come lo è attenersi ai fatti e non alle parole o alle promesse di chi tenta di manipolare anche l'evidenza. I burattinaio, lasciamoli al teatro.
Quando porto in tavola questi panini e con le mani quasi li schiudo, le sfoglie morbide sono perfette e, penso che ogni strato tiene l’altro. Nessuno schiaccia, nessuno annulla. Si sostengono. Così dovremmo fare anche noi: non voltarci dall’altra parte quando qualcuno soffre, ma essere il sostegno che vorremmo ricevere. L’empatia non è un optional. È ciò che può salvarci in un mondo che spesso dimentica di essere umano. Questi panini sono così: semplici, ma profondi perché ciò che è fatto con cura dura nel tempo. E forse è questo che dovremmo ricordare anche di noi stesse: siamo un universo complesso e al tempo stesso semplice.
Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Sii tu quel mondo. E se la consapevolezza è il primo passo verso la libertà, la leggerezza deve sempre accompagnarci. Allora, iniziamo a impastare insieme? Perché anche fare il pane può essere un atto di rivoluzione gentile.
Panini sfogliati turchi
Cosa ci serve per prepararli
500 g farina 0Prepariamo insieme i Turkish Katmer Pogaça
- Mettiamo nel boccale il lievito di birra, il latte e il miele 2 min/37°C/vel 2.
- Uniamo la farina, l'olio, l'albume e il sale 30 sec/vel 5 poi 3 min/spiga. Trasferiamo l'impasto in una ciotola capiente, diamo due giri di pieghe e copriamo con pellicola trasparente per farlo lievitare fino al raddoppio - circa 1/2 ore, dipende dalla temperatura.
- Trasferiamo l'impasto lievitato sul piano di lavoro leggermente infarinato, dividiamolo in 8 palline da circa 100 g ciascuna e, con il matterello, stendiamo ogni pallina in un disco di circa 25/26 cm di diametro.
- Spennelliamo la superficie del primo disco con olio extravergine di oliva. abbondiamo, sovrapponiamo un secondo disco e spennelliamo anche questo con olio. Procediamo così fino a terminare i dischi, ungendo ogni strato eccetto l’ultimo.
- Con il matterello allarghiamo la pila di impasto fino a che sarà diventato circa 40 cm. Con una rotella dividiamo l'impasto in 16 spicchi triangolari - come facciamo con i cornetti per intenderci - e allunghiamoli leggermente con il matterello.
- Arrotoliamo ciascun triangolo su se stesso partendo dalla parte larga. Disponiamo i panini sulla leccarda foderata con carta forno, distanziandoli tra loro, e spennelliamo la superficie con il tuorlo leggermente sbattuto in un po' di latte.
- Lasciamo lievitare nuovamente, al riparo da correnti d'aria, fino al raddoppio del volume con un pentolino con acqua tiepida sul fondo del forno.
- Inforniamo in forno preriscaldato ventilato a 200° e cuociamo per circa 15 minuti finché la superficie si sarà dorata. Sforniamo con attenzione e lasciamo raffreddare completamente.
- Sciogliamo il lievito nel latte appena stiepidito insieme al miele. Lasciamo riposare 5 minuti.
- In una ciotola capiente versiamo la farina. Uniamo il latte con il lievito, l’albume leggermente sbattuto e iniziamo a mescolare con una forchetta, poi aggiungiamo il sale e l'olio. Passiamo alle mani, quelle vere, che sentono l’impasto cambiare sotto le dita. Impastiamo per 8/10 minuti, con calma, fino a ottenere un panetto liscio, morbido ma non appiccicoso. Se serve, aggiungiamo pochissima farina, solo quella necessaria: l’impasto deve restare soffice, non duro.
- Procediamo come la punto 3 sopra.
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